
L’evoluzione tecnologica dei veicoli rende sempre più importante poter accedere in modo sicuro alle informazioni necessarie per effettuare diagnosi, manutenzione e riparazioni.
Per questo motivo la Commissione Europea ha pubblicato il Regolamento delegato (UE) 2026/699, che aggiorna il Regolamento (UE) 2018/858 introducendo nuove disposizioni sull’accesso standardizzato alle informazioni diagnostiche di bordo (OBD) e alle informazioni di riparazione e manutenzione (RMI).
L’obiettivo del regolamento
La normativa punta a conciliare due esigenze fondamentali:
- garantire la sicurezza informatica dei veicoli;
- assicurare agli operatori indipendenti un accesso equo alle informazioni tecniche necessarie per svolgere la propria attività.
Il principio è chiaro: i costruttori devono mettere a disposizione degli autoriparatori indipendenti le informazioni e gli strumenti necessari senza introdurre restrizioni discriminatorie rispetto alla propria rete autorizzata.
Accesso standardizzato
Una delle principali novità riguarda la standardizzazione delle modalità di accesso.
Negli ultimi anni ogni costruttore ha sviluppato procedure differenti per autenticazione, portali dedicati e gestione delle credenziali. Il nuovo regolamento definisce invece un quadro comune, favorendo l’;integrazione da parte dei produttori di strumenti diagnostici multimarca e semplificando il lavoro delle officine.
Non solo presa OBD
La normativa amplia il concetto di accesso alle informazioni del veicolo. Oltre alla tradizionale presa OBD, vengono considerate anche altre modalità utilizzate dai costruttori, come:
- connettori Ethernet;
- interfacce software (API);
- reti locali senza fili;
- sistemi di accesso remoto utilizzati per diagnosi e manutenzione.
Se tali strumenti sono disponibili per la rete ufficiale, devono essere accessibili anche agli operatori indipendenti secondo condizioni non discriminatorie.Cosa cambia concretamente per un’officina indipendente
Diagnosi, calibrazioni e programmazione
Il regolamento distingue tra diverse tipologie di intervento.
Le normali operazioni di officina, che devono poter essere effettuate seguendo procedure definite e trasparenti. Ne sono un esempio:
- cancellazione dei codici guasto;
- attivazione degli attuatori;
- reset dei parametri;
- sostituzione componenti;
- inizializzazioni;
- calibrazioni previste dal costruttore,
Per le operazioni che comportano modifiche permanenti al software del veicolo, come la riprogrammazione delle centraline, possono invece essere richiesti livelli di autenticazione più elevati e specifiche misure di sicurezza.
Il ruolo del SERMI
Il regolamento conferma il sistema SERMI per la gestione delle informazioni connesse alla sicurezza e introduce ulteriori chiarimenti sulle responsabilità degli operatori e dei fornitori di servizi
remoti (Remote Service Supplier).
L’obiettivo è garantire che l’accesso alle informazioni sensibili avvenga esclusivamente da parte di soggetti autorizzati e qualificati.
Cosa significa per le officine
Per gli autoriparatori indipendenti il nuovo quadro normativo rappresenta un passo importante verso:
- procedure di accesso più uniformi;
- maggiore disponibilità delle informazioni tecniche;
- utilizzo più efficace degli strumenti diagnostici multimarca;
- maggiore tutela nell'accesso alle funzioni di diagnosi e manutenzione.
L’adeguamento richiederà tempo e coinvolgerà costruttori di veicoli, produttori di strumenti diagnostici e operatori del settore, ma la direzione è quella di un mercato sempre più aperto, standardizzato e orientato alla libera concorrenza nel rispetto della sicurezza informatica.
UPEM continuerà a monitorare l’evoluzione della normativa europea, supportando le officine nel’adozione delle soluzioni diagnostiche e dei servizi necessari per operare in modo conforme alle nuove disposizioni.
Testo integrale del Regolamento Delegato UE 2026/699 del 23 Marzo 2026