tratto da ” GAZZETTA DI MODENA”

Modena, sequestrata un’autofficina abusiva

Blitz della guardia di finanza di Modena in un’officina alla Madonnina gestita da un immigrato. Era abusiva, così come la vicina discarica: tutto sequestrato. Si indaga anche sulle imposte evase dall’artigiano che non ha mai presentato dichiarazioni al fisco.

MODENA. I finanzieri del Comando Provinciale di Modena hanno posto sotto sequestro, in zona Madonnina, un’autofficina completamente abusiva, gestita da un immigrato marocchino, con la vicina discarica anch’essa completamente fuori dalle norme di legge.

Il quartiere Madonnina ed il vicino parco Ferrari, rientrano, assieme ad altre aree della città, fra le zone costantemente monitorate dai finanzieri, ai fini del controllo economico del territorio. Proprio in tale ambito, i sequestri sono scattati all’esito di un controllo effettuato nei confronti di quella che, esternamente, sembrava un’autofficina come tante altre, i cui titolari, tuttavia, sono risultati sprovvisti delle relative autorizzazioni commerciali ed amministrative per esercitare l’attività. I rilevamenti svolti dai militari della Compagnia di Modena hanno permesso di rinvenire, oltre agli “strumenti del mestiere”, quali ponti, carrelli, pezzi di ricambio ed utensili, anche una vera e propria discarica rottami metallici ed olii esausti, anch’essa abusiva, situata nel cortile dell’officina.

Le Fiamme Gialle modenesi hanno quindi posto sotto sequestro amministrativo le attrezzature utilizzate per compiere illegalmente il mestiere di meccanico ed hanno proceduto, altresì, ad effettuare il sequestro probatorio, ai fini penali, della discarica non autorizzata. Con riguardo a tale ultima circostanza, il gestore dell’attività illecita è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria geminiana per violazione del Codice dell’ambiente, in relazione alla detenzione, in assenza della necessaria autorizzazione, di rifiuti speciali, anche pericolosi, in luoghi non idonei al loro stoccaggio.

Dagli approfondimenti effettuati dai Finanzieri è emerso, inoltre, che l’impresa controllata non ha mai presentato le previste dichiarazioni fiscali in ordine all’attività svolta. In tal senso saranno svolti ulteriori accertamenti diretti a ricostruire il volume d’affari realizzato in nero dal soggetto sottoposto a controllo e, quindi, a quantificare le relative imposte evase.

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