Emilia Romagna nuova «locomotiva» del Paese, davanti a Lombardia e Veneto

 

Leggi l’articolo di Natascia Ronchetti tratto da IL SOLE 24 ORE

 

(Imagoeconomica)

 

L’Emilia Romagna è la locomotiva del Paese. Con una previsione di crescita del Pil, quest’anno, pari all’1,9%, scavalca la Lombardia, dove è previsto un aumento dell’1,8%. In coda invece la Sardegna, con lo 0,9%. È uno studio di Prometeia sugli scenari delle economie locali ad analizzare l’andamento della ripresa economica nelle regioni italiane. Fotografando un recupero che viaggia a due velocità e che vede anche regioni del Nord e del Centro Italia, come Liguria e Umbria, collocate negli ultimi posti della classifica, rispettivamente con una stima dell’aumento del prodotto interno lordo pari all’1,1 e all’1,2%. Percentuali inferiori al dato medio Italia, che si attesta intorno all’1,5%, come quelle previste per Calabria, Puglia e Sicilia, quest’ultima al penultimo posto con un incremento stimato intorno all’1%.

La ripresa si consolida ma alcuni territori italiani camminano a passo più spedito di altri svolgendo un’azione di traino e ritagliandosi un ruolo da protagonisti. Insieme all’Emilia Romagna e alla Lombardia spingono la crescita, dopo la lunga fase di recessione, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, le province autonome di Bolzano e di Trento insieme alla Valle d’Aosta: tutte aree in corsa con stime di incremento che oscillano tra l’1,6 e l’1,8%, al di sopra della media nazionale. L’Abruzzo si colloca invece intorno all’1,5% mentre procedono con maggiore fatica e risultati meno brillanti regioni come la Toscana, che si ferma all’1,4%, ma anche come la Basilicata, il Molise, le Marche, il Lazio e la Campania, dove il balzo previsto è dell’1,3%.

La maggiore accelerata arriva dal territorio intorno alla via Emilia. Dopo aver raggiunto l’anno scorso un aumento dell’1,8%, al pari della Lombardia, quest’anno secondo le previsioni farà un sorpasso con un ritmo in linea con quello della Francia. «I fattori a cui si deve questo primato sono molti – spiega Guido Caselli, responsabile del centro studi di Unioncamere Emilia Romagna, che ha analizzato i dati Prometeia – e vanno dall’ottimo andamento del turismo, che contribuisce con grandi numeri, alla decisa ripresa dell’industria, in particolare nei settori della meccanica e dell’alimentare. Un ruolo importante lo riveste anche il comparto delle costruzioni, che ha ricominciato a marciare».

Sul fronte del lavoro i risultati attesi sono quelli di una netta flessione del tasso di disoccupazione. Nel 2013 aveva raggiunto la percentuale record per questa regione dell’8,4%. Quest’anno dovrebbe scendere al 5,8%. L’anno scorso a sostenere la ripresa è stato soprattutto un nuovo fermento sul fronte degli investimenti da parte delle imprese (un aumento del 4,2%), unito all’accelerazione delle esportazioni che quest’anno dovrebbero fare un ulteriore balzo: Prometeia stima per l’Emilia Romagna un incremento del 5,5%, grazie alla crescita europea e alla vivacità del commercio mondiale.

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE: CLICCA QUI.